• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il Fallimento della s.p.a. Visconti di Modrone conveniva avanti al Tribunale di Milano P.P.P., P.G., D.G. D.P.F., T.A., S.G., C. G., D.A.R., M.P., D.S., S.G., R.C., D.F.S., G.F., R.R.E., R.G. e R.R., tutti ex amministratori e sindaci della fallita società per sentirli condannare al risarcimento dei danni L. Fall., ex art. 146 e art. 2449 c.c., per i danni causati alla società ed ai creditori.

    Per quanto qui ancora interessa la domanda era proposta anche nei confronti di T.A., che era stato nominato amministratore con Delib. assemblea dei soci 30 aprile 1991, senza deleghe o conferimento di poteri, e che aveva concorso alla predisposizione del progetto di bilancio al 31.12.1990, a rettifica di altro progetto predisposto dal precedente consiglio di amministrazione dimissionario ritenuto dall'assemblea che aveva nominato il nuovo consiglio eccessivamente pessimistico. Tale nuovo progetto di bilancio era stato approvato dall'assemblea del 10.7.1991, nel corso della quale a seguito delle dimissioni della maggioranza dei consiglieri, il T. era decaduto dalla carica senza essere poi eletto nel nuovo consiglio, nominato dalla medesima assemblea.

    Il Tribunale respingeva la domanda di danni nei confronti del T..

    La Corte di appello di Milano con sentenza 25.2.2003 accoglieva l'appello della curatela e condannava il T. al risarcimento dei danni, liquidati in Euro 413.165,52, oltre rivalutazione monetaria a far tempo dal 10.7.1991 ed interessi legali sulla somma capitale rivalutata di anno in anno e sulla somma finale rivalutata dalla data della sentenza al saldo.

    ...
  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. Con il primo motivo il ricorrente deduce violazione dell'art. 2393 c.c., con riferimento all'azione esperibile dal curatore L. Fall., ex art. 146.

    Osserva che la Corte d'appello ha ritenuto esperibile nei confronti dell'amministratore sia l'azione sociale di responsabilità ex art. 2393 c.c., sia l'azione spettante ai creditori ex art. 2394 c.c., perchè cumulate dalla L. Fall., art. 146, in capo al curatore. Il Tribunale aveva ritenuto che l'azione ex art. 2393 c.c., fosse preclusa perchè il consiglio di amministrazione nel rettificare il progetto di bilancio al 31.12.1990 aveva agito su mandato dell'assemblea, che in seguito aveva approvato il bilancio. Il consenso espresso dall'assemblea escluderebbe la responsabilità degli amministratori.

    Dall'esperibilità della sola azione di responsabilità spettante ai creditori deriverebbe che, stante il carattere extracontrattuale di tale azione, l'onere della prova della colpa del T. ricadrebbe sulla curatela.

    Con il secondo motivo il ricorrente deduce violazione dell'art. 2394 c.c., nonchè difetto e contraddittorietà della motivazione.

    La curatela avrebbe dovuto offrirei la prova della colpa del T. con particolare riferimento alla valutazione del credito verso la società cecoslovacca Trixi, colpa da valutarsi con minor severità ai sensi dell'art. 1710 c.c., richiamato dall'art. 2392 c.c., perchè il T. svolgeva le sue funzioni di consigliere a titolo gratuito.

    Ancora la curatela avrebbe dovuto provare che il T. nel periodo in cui era stato in carica aveva effettuato nuove operazioni vietate ai sensi dell'art. 2449 c.c..

    La Corte d'appello avrebbe errato nel ritenere che nel corso del periodo in cui i nuovi amministratori erano stati in carica non fossero intervenuti fatti nuovi...

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