• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    1. - Con sentenza n. 47 del 24 gennaio 2002, la Corte d'appello di Catania, pronunciando sull'opposizione alla stima proposta da M. G. e da Ma.Gi. nei confronti del Comune di Ragusa, determinava in L. 914.706.162 l'indennità per l'espropriazione di un'area di mq. 8.450, posta in contrada (OMISSIS), pronunciata dal Sindaco di Ragusa con Decreto del 24 ottobre 1995, del 15 ottobre 1995 (rettificato il 16 giugno 1997) e del 20 dicembre 1996, e in L. 63.542.163 (10% di L. 635.421.630) annue l'indennità di occupazione per la superficie di mq. 5664 dal 21 novembre 1991 al 24 gennaio 1995, data del provvedimento ablativo, in L. 7.880.527 annue per la superficie di mq. 728, espropriata con decreto del 15 ottobre 1996, e in L. 20.047.714 annue per l'area di mq. 1852 espropriata con Decreto del 20 dicembre 1996, e in un dodicesimo di tali cifra per ogni mese o frazione di mese; disponeva il deposito della differenza tra le somme così determinate e quelle depositate agli stessi titoli, con gli interessi legali con le decorrenze indicate in motivazione;

    condannava, infine, il convenuto alla rifusione della spese di giudizio.

    La Corte d'appello riconosceva il carattere edificatorio dell'area, in quanto compresa nel piano di edilizia economica e popolare (PEEP) ad avente, in esso, destinazione all'edilizia economica e popolare.

    Ed osservava, al riguardo, che lo stesso ente espropriante e la Commissione provinciale, applicando il criterio di calcolo di cui al D.L. 11 luglio 1992, n. 333, art. 5 bis (inserito dalla relativa Legge di Conversione 8 agosto 1992, n. 359), sulla base di un valore di mercato esiguo rispetto a quello stabilito dal consulente tecnico d'ufficio, ma comunque superiore a qualunque valore agricolo medio, aveva riconosciuto l'edificabilità legale del terreno.

    Circa il valore di mercato del terreno, stimato applicando i parametri edificatori della zona "C3", la Corte d'appello riteneva esatto...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. - Deve, preliminarmente, dichiararsi l'irricevibilità della memoria illustrativa dei controricorrenti, in quanto depositata il 5 dicembre 2005, oltre il termine prescritto dall'art. 378 cod. proc. civ..

    2. - Con il primo motivo (violazione dell'art. 360 cod. proc. civ.:

    erroneità ed insufficienza della motivazione su di un punto rilevante dalla controversia; errata applicazione della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 28), il ricorrente si duole che la Corte d'appello di Catania abbia acriticamente fatto propria la risultanza errate della consulenza tecnica d'ufficio, senza considerare che, essendo l'area edificabile a mezzo di piano esecutivo secondo i criteri edificatori previsti per la zona territoriale omogenea "C", avrebbero dovuto applicarsi, ai sensi della L. 17 agosto 1942, n. 1150, art. 28, le norme sui piani di lottizzazione, che prevedono la realizzazione delle opere di urbanizzazione da parte del costruttore e la cessione gratuita delle aree all'ente pubblico. Di tal che - prosegue il ricorrente - per la determinazione del valore dell'area doveva applicarsi la detrazione delle aree e delle somme che in una lottizzazione non andrebbero a beneficio del proprietario. Non aver tenuto conto di ciò produrrebbe l'effetto, non conforme ai principi indennitari, di attribuire al proprietario espropriato un vantaggio economico notevolmente superiore a quello che egli avrebbe conseguito se lo stesso terreno fosse stato oggetto di un piano di lottizzazione convenzionato.

    La Corte d'appello avrebbe trascurato di considerare che l'indice di edificazione doveva essere riferito soltanto alla superficie fondiaria del lotto edificabile, al netto di standard e strade, e non invece alla superficie territoriale, comprensiva anche delle aree da destinare ad infrastrutture. Inoltre, avrebbe ignorato di detrarre dal computo l'estensione delle aree che in una normale lottizzazione vengono gratuitamente cedute...

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