Estremi:
Cassazione civile, 1999, Vedi massime correlate
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Su ricorsi di Rosanna Falsetti, Emilia Iaquinta e Laura Genise, già dipendenti dell'A.I.A.S. (Associazione italiana assistenza spastici), trasferite nel ruolo organico della Regione con decorrenza 12 giugno 1985, il Pretore di Cosenza ingiungeva alla Regione Calabria il pagamento di somme spettanti alle lavoratrici a titolo di TFR maturato dall'inizio del rapporto fino al 12 giugno 1985. Su opposizione della Regione, il Pretore confermava i decreti ingiuntivi e il Tribunale di Cosenza, con sentenza del 7 ottobre 1996, rigettava l'appello avverso tale decisione.

    Ad avviso del Tribunale, da vari atti (delibere del Consiglio regionale n. 39 del 6 marzo 1981 e n. 115 del 30 luglio 81 n. 2262, della Giunta Regionale del 14 luglio 1981) risultava che la Regione aveva espresso la volontà di sostituirsi in tutti i rapporti già facenti capo all'A.I.A.S.; dal 1981 il rapporto di natura privatistica instauratosi con detta associazione era proseguito con la USL n. 9, delegata dalla Regione alla gestione dei presidi A.I.A.S., fino al giugno 1985. Il giudice dell'appello riteneva poi infondata l'eccezione di prescrizione quinquennale sollevata dall'ente appellante, fissando il termine iniziale del decorso della prescrizione alla data del 23 marzo 1989, quando era cessato il rapporto di lavoro privatistico trasformato in rapporto di pubblico impiego.

    Avverso questa sentenza la Regione Calabria propone ricorso per cassazione affidato a quattro motivi. Le intimate non si sono costituite.

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    Il primo motivo del ricorso reca il titolo "vizio di motivazione in relazione agli artt. 132, 1 comma, n. 4, cod. proc. civ., 118 disp. att. cod. proc. civ., nonché art. 360, 1 comma, cod. proc. civ., per avere omesso di esaminare il rilievo secondo il quale il Pretore ha deciso la causa in violazione dell'art. 115 cod. proc. civ., per avere attinto aliunde elementi non presenti nel fascicolo processuale - Mancata applicazione dell'art. 115 cod. proc. civ. - Vizio di motivazione anche per aver omesso di esaminare il rilievo secondo il quale la Regione Calabria per il periodo successivo all'1.4.1981 non ha intrattenuto rapporto di lavoro con i ricorrenti".

    Con tale motivo si deduce che il Pretore ha posto a base della sua decisione alcuni provvedimenti che non erano mai stati prodotti in giudizio (delibera n. 39 del 6 marzo 1981 del Consiglio Regionale e conseguente provvedimento n. 721-1981 della Giunta Regionale; delibera n. 115-1981 del Consiglio regionale; redazione, ad opera della commissione costituita con delibera n. 2262 del 14 luglio 1981, di un prospetto indicativo delle passività accollate, relativo alle indennità maturate dai dipendenti; versamento all'INPS da parte della Regione dei contributi relativi al periodo antecedente al 1 aprile 1981; pagamento tramite la U.S.L. n. 9 del T.F.R. spettante ai lavoratori cessati dal servizio dopo il 1 aprile 1981; delibera n. 115 del 30 luglio 1981 del Consiglio Regionale). Il Tribunale non ha tenuto conto della doglianza formulata sul punto per la violazione dell'art. 115 cod. proc. civ..

    Si osserva inoltre che l'appellante aveva dedotto in giudizio la propria estraneità al rapporto di lavoro con gli ex dipendenti dell'A.I.A.S., svoltosi dopo il 1 aprile 1981 con la U.S.L. n. 9 di Cosenza: anche tale profilo non è stato esaminato dal Tribunale.

    Con il...

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