Estremi:
Cassazione civile, 1988, Vedi massime correlate
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Con atto di citazione notificato l'11 dicembre 1962 Antonio Rosa esponeva che il 6 giugno 1957 era stato ricoverato presso il Policlinico Umberto 1 di Roma perché affetto da ernia inguinale destra; che il giorno 8 successivo era stato sottoposto ad erniotomia, eseguita dal chirurgo prof. Tito Lentini; che dopo l'intervento operatorio erano sopravvenuti disturbi ai testicoli via via aggravatisi e che il medico curante dr., Giuseppe Devitis aveva riscontrato la atrofia del testicolo destro, evolventisi progressivamente dalla data dell'intervento chirurgico. Assumendo che tale situazione gli procurava e gli avrebbe procurato gravi danno, materiali e morali (attinenti anche alla sfera sessuale) e che essi dovevano essere ascritti alla imperizia ed alla negligenza del chirurgo, il Rosa lo conveniva in giudizio, davanti al tribunale di Roma, per sentirlo condannare al dovuto ristoro, nella misura che sarebbe stata precisata in corso di causa.

    Il Lentini, costituitosi, contrastava la domanda.

    Previo espletamento di consulenza tecnica il tribunale adito, con sentenza del 5 marzo 1968, disattesa una preliminare eccezione di prescrizione della pretesa risarcitoria, assolveva da ogni responsabilità il convenuto e rigettava la domanda.

    Il Rosi interponeva gravame - addebitando ad inescusabile errore del chirurgo l'avere leso e reciso, durante l'intervento, il "canale deferente" e cioè per negligenza, imperizia e mancanza di prudenza nel preservare parti anatomiche di grande delicatezza, cui l'operazione stessa non doveva estendersi.

    Chiedeva, pertanto, in via istruttoria, la rinnovazione della consulenza tecnica e nel merito la condanna del prof. Lentini al risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sede.

    Veniva quindi disposta consulenza tecnica collegiale al fine...

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    Occorre premettere che alla celebrazione di questo giudizio per cassazione nessun ostacolo deriva, ex art. 398 CPC, dall'essere stata la sentenza denunziata in questa sede, impugnata anche per revocazione, dal momento che è stata comunicata la definizione di quel giudizio con sentenza della Corte di appello di Roma in data 29-1 - 6-4-1987.

    È opportuno, poi, concedere priorità di esame ai motivi del ricorso con cui ci si duole della violazione dell'obbligo della rilevabilità d'ufficio del giudicato interno.

    I ) Con il primo mezzo di annullamento il ricorrente sostiene, infatti, che con la sentenza resa in primo grado dal Tribunale era stato affermato il carattere extracontrattuale della responsabilità a lui addebitabile; che essendosi sul punto formato il giudicato la questione non poteva più essere rimessa in discussione (nemmeno da parte di questa Corte di legittimità in occasione dell'esame del precedente ricorso per cassazione); che non aveva di conseguenza valore vincolante l'affermazione contenuta nella sentenza allora resa da questa Corte, secondo cui il problema relativo all'elemento soggettivo della colpa doveva essere risolto" con applicazione dei normali criteri in tema di responsabilità contrattuale per quanto riguarda l'onere della prova"; che comunque il giudice del rinvio non aveva chiarito le ragioni che lo avevano indotto a distaccarsi dal giudicato circa la natura extracontrattuale della responsabilità.

    Tale elaborata costruzione non può che essere disattesa ove si consideri; che nella sentenza emessa il 5 marzo 1968 dal Tribunale e pienamente assolutoria del prof. Lentini da ogni pretesa risarcitoria, non era contenuta alcuna autonoma statuizione circa la natura della di lui responsabilità, passibile - quale capo indipendente - di passare in cosa giudicata nonostante la...

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