• Fatto

    Svolgimento del processo

    Nel luglio del 1979 il commissario liquidatore della Centrale Compagnia di Assicurazioni e Riassicurazioni s.p.a., in liquidazione coatta amministrativa (che in prosieguo sarà indicata col solo nome Centrale), citò in giudizio dinanzi al Tribunale di Roma coloro che avevano ricoperto le cariche di amministratori e sindaci della società nel periodo precedente l'insolvenza. Denunciò la violazione delle regole di corretta tenuta della contabilità ed il compimento di atti di mala gestio, agevolati dal difetto di vigilanza dell'organo di controllo. Chiese perciò la condanna dei convenuti al risarcimento dei danni e la convalida dei sequestri conservativi eseguiti ante causam.

    All'esito del giudizio di primo grado, nel corso del quale fu espletata una consulenza tecnica contabile, il tribunale condannò in solido gli ex amministratori, sigg. A.T., A.T., G.L., A.T. G.A. A.S., M.G.M. A.M. e G.W. al risarcimento dei danni da essi cagionati alla società, liquidati in complessive €. 12.420.000.000 (oltre agli interessi ed alle spese di causa). Rigettò invece la domanda proposta nei confronti degli ex sindaci, sigg. R.G. V.M. e R.P. perché ritenne che le operazioni pregiudizievoli compiute dagli amministratori non ricadessero nell'area del controllo sindacale e che, comunque, non fosse dimostrato l'indispensabile nesso causale tra la denunciata omissione di controllo ed i danni provocati da tali operazioni alla società.

    Chiamata a pronunciarsi sui contrapposti gravami delle parti, la Corte d'appello di Roma, con sentenza resa pubblica il 23 gennaio 2001, in parziale riforma della decisione di primo grado, mandò assolti i sigg. T. L. ed A. dalle domande contro di loro proposte; condannò invece anche gli ex sindaci sigg. G. e P., nonché, pro quota, gli eredi del sig. M., frattanto deceduto, al risarcimento dei danni, liquidati come in primo...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    1. I ricorsi proposti avverso la medesima sentenza debbono preliminarmente essere riuniti, come prescrive l'art. 335 c.p.c.

    2. L'esame dei diversi motivi in cui i tre ricorsi sono articolati si svolgerà nel seguente modo.

    Verrà anzitutto preso in considerazione un primo gruppo di censure, contenute nei primi due motivi del ricorso n. 19460/01 (in prosieguo indicato come ricorso dei sindaci), nel primo motivo del ricorso n. 21351/01 (in prosieguo indicato come ricorso Wenner) e nel secondo motivo del ricorso n. 8402/02 (ricorso Santonocito), che afferiscono tutte alla conduzione del processo ed al modo in cui si è svolta la fase istruttoria (infra, punto 3).

    Si procederà poi, separatamente, all'esame del secondo motivo del ricorso Wenner, che è riferito unicamente alla posizione di detto ricorrente (infra, punto 4).

    Si passerà quindi a quei profili del quarto motivo del medesimo ricorso W. e del primo motivo del ricorso S. che concernono l'affermazione di responsabilità di detti amministratori ed hanno tra loro alcuni punti in comune (infra, punto 5).

    Farà seguito l'esame del terzo, quarto, quinto e sesto motivo del ricorso dei sindaci, che più direttamente concernono il tema della responsabilità addebitata all'organo di controllo della società, nonché del terzo motivo del ricorso W. che vi è in parte connesso (infra, punto 6).

    Quindi verrà scrutinato il settimo motivo del ricorso dei sindaci, che riguarda il nesso di causalità (infra, punto 7) ed, infine, l'ottavo motivo del medesimo ricorso ed i rimanenti profili del quarto motivo del ricorso W. e del primo motivo del ricorso S. relativi ai criteri di liquidazione del danno e di nuovo, ma da un diverso e più...

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