• Fatto

    OSSERVA

    -1- I dispositivi delle sentenze di primo e secondo grado.

    Con sentenza, data 25.1/24.4.2010 la corte di appello di Bari, in parziale riforma della sentenza del gup del tribunale della stessa città 29.10.2008/27.1.2009 resa in sede di abbreviato, per quel che in questa sede rileva:

    - dichiarava C.G., M.P.F., Mo.

    C. e T.R., colpevoli del delitto del delitto di associazione a delinquere di stampo mafioso - art. 416 bis -, così riformulato il fatto di reato di cui al capo a) dell'imputazione che era stato ridimensionato, rispetto all'originaria a contestazione, dal giudice di primo grado a semplice associazione a delinquere ex art. 416 c.p.;

    - confermava ai predetti imputati la condanna inflitta loro in primo grado per i reati - fine di tentata estorsione e di estorsione consumata - formulati rispettivamente ai capi B2) e C4) per C., ai capi B3) e C1) per M., al capo CI) per Mo. ed al capo C3) per T., ripristinando l'aggravante di cui al D.L. n. 152 del 1991, art. 7 per tutte le estorsioni, tentate o aggravate, originariamente contestata ed eliminata dal giudice di primo grado;

    - condannava C., Mo. e M., quali corruttori, per gli ulteriori reati - fine di corruzione propria, loro rispettivamente con testati, ex artt. 319, 320 e 321 c.p. per i quali erano stati assolti con la prima sentenza, e di rimando:

    - condannava, quali corrotti, B.A. per il capo E2), D. M.T. per il capo F1), L.Q.A. per il capo E4), P.L. per il capo E2), che in primo grado erano stati tutti assolti;

    - confermava, infine, la condanna di L.M. per i due reati di tentata estorsione di cui ai capi B e B1).

    Conseguiva, in seguito ...

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