• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Il giorno (OMISSIS), verso le ore 21, nella frazione di (OMISSIS) (comune di (OMISSIS)) l'autovettura Renault condotta da D.V. e di proprietà S.C., assicurata presso la Polaris (ora La Fondiaria SAI) investiva il pedone V. R. (di (OMISSIS) anni) scagliandolo contro altra vettura che lo travolgeva ulteriormente e quindi, nel corso di ulteriore manovra lo investiva una seconda volta, procurando lesioni gravissime. Il pedone era investito mentre si trovava sul margine sinistro della carreggiata.

    Con citazione del 12 giugno 1993 V.R. (ora eredi di) conveniva dinanzi al Tribunale di Vallo di Lucania la proprietaria assicurata e l'assicuratrice Polaris e ne chiedeva la condanna in solido al risarcimento dei danni; si costituiva l'assicuratrice resistendo alle pretese, restava contumace la proprietaria assicurata.

    Il Tribunale con sentenza del 16 luglio 2001 accertava la responsabilità esclusiva del conducente dell'auto, ma accoglieva in misura ridotta rispetto al chiesto, le domande risarcitorie del V. (vedi amplius in dispositivo la quantificazione) e condannava i convenuti in solido al risarcimento dei danni come liquidati ed alla rifusione delle spese di lite e di consulenza di ufficio.

    La decisione era appellata dal V. (con atto depositato il 6 dicembre 2001) che ne chiedeva la riforma in ordine alla valutazione della gravità del danno e del successivo aggravamento, come documentato, e chiedeva una migliore liquidazione analitica e globale, ai valori attuali. Resisteva la Polaris e proponeva appello incidentale sempre in ordine alla stima dei danni e chiedeva la restituzione delle maggiori somme versate.

    La Corte di appello di Salerno, con sentenza pubblicata il...

  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    Il ricorso merita accoglimento per il secondo e quinto motivo, assorbito il sesto, rigettandosi i restanti motivi in quanto infondati. Secondo l'ordine logico precede l'esame dei motivi non meritevoli di accoglimento.

    A. ESAME DEI MOTIVI INFONDATI. (primo, terzo e quarto).

    NEL primo motivo si deduce error in iudicando (per la violazione dell'art. 123 bis disp. att. c.p.c., art. 168 c.p.c., comma 2, e art. 347 c.p.c., comma 3) per la incompleta valutazione del materiale probatorio, per non avere il difensore della parte ora ricorrente allegato il fascicolo di parte. Si deduce inoltre il vizio della motivazione su tale punto.

    Il motivo è infondato in ordine all'error in iudicando (rectius:

    error in procedendo), posto che la Corte (ff. 12 rigo 18 e seguenti) ha dichiarato di dover decidere allo stato degli atti, tenuto conto della produzione del fascicolo di parte contenente anche una riproduzione del fascicolo di primo grado. Non sussiste pertanto alcuna violazione delle norme processuali richiamate (cfr: Cass 1995 n. 6628; 1998 n. 4576; 2000 n. 11201 per casi simili).

    E' invece inammissibile in ordine al vizio della motivazione, non risultando specificato il punto argomentativo in cui il vizio si colloca.

    Nel terzo motivo si deduce error in iudicando e vizio della motivazione per il ridotto riconoscimento del danno da invalidità temporanea ed il relativo vizio della motivazione, sul rilievo che tale liquidazione andava fatta al tempo della sentenza e non all'epoca del sinistro, con la aggiunta di interessi compensativi e legali.

    Il motivo è inammissibile vuoi come error in iudicando vuoi come difettosa motivazione, sul rilievo che non risultano censurati i passi della sentenza (ff. 36 e...

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