• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con citazione, G.M., F.S. e G. M., rispettivamente genitori e fratello di G.L., convenivano davanti al Tribunale di Roma Z.E., M. R. e Z.M., quali eredi di Za.Ma., e la S.p.a. Nuova Tirrena, per sentirli condannare al risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali conseguenti all'incidente stradale avvenuto il (OMISSIS), che aveva causato la morte di G.L., trasportato sull'auto condotta da Za.Ma., e di quest'ultimo e di altro occupante.

    I convenuti resistevano. Chiedevano la riunione del giudizio a quello instaurato davanti al Tribunale di Vigevano dagli eredi di altra trasportata. La richiesta era respinta.

    Il tribunale, con sentenza del 14.12.2000, dichiarava l'esclusiva responsabilità di Za.Ma. e condannava la Nuova Tirrena al risarcimento dei danni, liquidati in L. 271.932.800 per G. M., L. 260.805.000 per F.S., L. 92.747.000 per Gr.Ma..

    Appellavano gli attori, chiedendo che i danni fossero liquidati in misura più elevata.

    La Nuova Tirrena chiedeva la conferma della sentenza impugnata e, in ogni caso, il contenimento dei danni entro il limite del massimale.

    La Corte d'appello di Roma, con sentenza del 7.5.2003, in parziale riforma della sentenza impugnata, condannava la Nuova Tirrena al pagamento in favore degli attori dell'ulteriore somma di Euro 5.000,00, da suddividere in proporzione delle quote di legge, a titolo di danno morale e danno biologico sofferti da G.L..

    Avverso la sentenza gli originari attori hanno proposto ricorso, articolato in sei motivi.

    Ha resistito la Nuova Tirrena, con controricorso recante ricorso incidentale condizionato.

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    A) Esame della questione di particolare importanza.

    1. L'ordinanza di rimessione n. 4712/2008 - relativa al ricorso n. 10517/2004, alla quale integralmente rinvia l'ordinanza della terza sezione che eguale questione ha ritenuto sussistere nel ricorso in esame rileva che negli ultimi anni si sono formati in tema di danno non patrimoniale due contrapposti orientamenti giurisprudenziali, l'uno favorevole alla configurabilità, come autonoma categoria, del danno esistenziale - inteso, secondo una tesi dottrinale che ha avuto seguito nella giurisprudenza, come pregiudizio non patrimoniale, distinto dal danno biologico, in assenza di lesione dell'integrità psico-fisica, e dal cd. danno morale soggettivo, in quanto non attiene alla sfera interiore del sentire, ma alla sfera del fare areddituale del soggetto - l'altro contrario.

    Osserva l'ordinanza che le sentenze n. 8827 e n. 8828/2003 hanno ridefinito rispetto alle opinioni tradizionali presupposti e contenuti del risarcimento del danno non patrimoniale. Quanto ai presupposti hanno affermato che il danno non patrimoniale è risarcibile non solo nei casi espressamente previsti dalla legge, secondo la lettera dell'art. 2059 c.c. ma anche in tutti i casi in cui il fatto illecito abbia leso un interesse o un valore della persona di rilievo costituzionale non suscettibile di valutazione economica. Quanto ai contenuti, hanno ritenuto che il danno non patrimoniale, pur costituendo una categoria unitaria, può essere distinto in pregiudizi di tipo diverso: biologico, morale ed esistenziale.

    A questo orientamento, prosegue l'ordinanza di...

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