• Fatto

    Svolgimento del processo

    Con decreto ingiuntivo 2 ottobre 1975 il presidente del tribunale di Urbino ingiungeva a Rosa Pugnali di pagare al geom. Giuseppe Fiorelli per saldo di prestazioni professionali la somma di lire 2.154.692.

    Proponeva opposizione la Pugnali, che invocava a sua volta il risarcimento dei danni per vizi riscontrati nell'esecuzione di due opere (laghetto artificiale per irrigazione e stalla per ricovero di bovini), progettate e dirette dal geom. Fiorelli.

    Il Tribunale di Urbino, riteneva la responsabilità del professionista limitatamente ai vizi di progettazione del laghetto artificiale, liquidava in via equitativa i relativi danni in lire 1.800.000 e, operata la parziale compensazione col credito del Fiorelli, riconosceva a favore di quest'ultimo la differenza in lire 354.692.

    Proponeva impugnazione sia il Fiorelli sia la Pugnali e la corte di appello di Ancona con sentenza 16 marzo 1984, in parziale riforma della pronunzia dei primi giudici, escludeva il risarcimento dei danni in favore della committente per la errata progettazione ed esecuzione del laghetto artificiale col relativo impianto di irrigazione, essendosi verificata la decadenza per la mancata denunzia dei vizi e delle difformità entro gli otto giorni dalla scoperta ai sensi dell'art. 2226 c.c., posto che la prestazione del geom. Fiorelli aveva ad oggetto, piuttosto che l'espletamento di opera intellettuale, la realizzazione di un "opus"; riteneva però che non potevano esser fatti valere i termini di prescrizione e di decadenza previsti dallo stesso art. 2226 c.c. per i danni lamentati dalla Pugnali relativamente alla costruzione della stalla per il ricovero del bestiame, e in particolare relativamente alla erronea realizzazione di un setto divisorio nella fossa di raccolta delle deiezioni solide e liquide, dovendosi al riguardo ravvisare per...

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    1) Occorre previamente riunire, ai dell'art. 335 c.p.c., il ricorso principale e i due ricorsi incidentali proposti dal Fiorelli, trattandosi di impugnazione rivolte contro la medesima sentenza.

    2) con i due motivi del ricorso principale, che è opportuno esaminare congiuntamente, si denunzia violazione e falsa applicazione dell'art. 2226 in relazione all'art. 2230 c.c. e motivazione contraddittoria.

    La ricorrente lamenta che, per la progettazione del laghetto artificiale, la corte di appello abbia ritenuto che la prestazione professionale del geom. Fiorelli, consiste nella redazione del progetto, nella richiesta di autorizzazione amministrativa, nella direzione dei lavori e nella pratica per il collaudo, avesse avuto ad oggetto la realizzazione di un "opus", applicando conseguenzialmente i termini di decadenza e prescrizione stabiliti dall'art. 2226 c.c.

    Deduce poi che, in maniera contraddittoria, la stessa corte abbia diversamente considerato le medesime prestazioni professionali, relative alla costruzione del laghetto artificiale e alla costruzione della stalla, in particolare del setto divisorio della fossa di raccolta delle deiezioni solide e liquide, riferendo le prime a un'obbligazione di risultato e le seconde a un'obbligazione di mezzi e applicando quindi conseguenze diverse.

    Le doglianze della ricorrente principale non hanno fondamento.

    La Corte anconetana innanzitutto considerò qual era stato il reale contenuto della prestazione che il geom. Fiorelli si era obbligato ad eseguire e che aveva effettivamente eseguito a favore della Pugnali in ordine alla costruzione del laghetto artificiale. Osservò pertanto, in base alle risultanze processuali la cui valutazione non è minimamente contestata, che il geom. Fiorelli aveva redatto il progetto, aveva...

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