Estremi:
Cassazione civile, 2003, Vedi massime correlate
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Decidendo sul ricorso proposto dal Comune di Monterotondo avverso l'autoliquidazione del compenso operata dal collegio arbitrale nella controversia che aveva visto contrapposti il detto Comune ed il Consorzio Tor Bella Monaca, con ordinanza 16.3.99 il presidente del tribunale di Roma "esaminati gli atti ed i lodi arbitrali (cioè il non definitivo ed il definitivo); considerata la natura delle questioni trattate e il valore della controversia, tenuto conto del numero delle sedute arbitrali dell'istruzione probatoria svolta nonché del fatto che sono stati pronunciati due lodi; ritenuta equa la liquidazione effettuata dal collegio arbitrale con ordinanza 6.5.98, anche in relazione agli onorari previsti per i vari scaglioni dal punto 9 del DM 5.10.94 n. 585" condannava il Comune per tre quarti ed il Consorzio per un quarto al pagamento in favore degli arbitri del complessivo compenso riconosciuto nella somma di L 115.000.000.

    Avverso tale provvedimento il Comune di Monterotondo proponeva ricorso per cassazione con tre motivi.

    Resistevano i componenti del collegio arbitrale con controricorso.

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    Con il primo motivo, il ricorrente - denunziando violazione ed errata applicazione dell'art. 814-II CPC - si duole che il presidente del tribunale abbia proceduto ad una liquidazione delle competenze degli arbitri sulla base di criteri equitativi laddove, per espresso rinvio dall'art. 814-II CPC alle tariffe ove esistenti, nella specie la liquidazione avrebbe dovuto essere effettuata in conformità alla tariffa di cui al DM 5.10.94 n. 585.

    Il motivo non merita accoglimento.

    È ben vero che, come già altre volte evidenziato da questa Corte, a far data dal 1.4.95 in tema d'arbitrato l'onorario spettante agli arbitri, che siano anche avvocati, deve essere liquidato in base alla tariffa professionale, senza più la possibilità, in precedenza riconosciuta al presidente del tribunale che proceda alla sua liquidazione ai sensi dell'art. 814-II seconda ipotesi CPC, di fare ricorso a criteri equitativi, atteso che il D.M. 5 ottobre 1994, n. 585 - con il quale è stata approvata la delibera del Consiglio Nazionale Forense 12.6.93, che stabilisce i criteri per la determinazione d'onorari, diritti ed indennità spettanti agli avvocati, a far data appunto dal 1.4.95, per le prestazioni giudiziali, in materia civile e penale, e stragiudiziali - ora espressamente prevede, al punto "9" della tabella relativa all'attività stragiudiziale di cui all'art. 5-VII, gli onorari spettanti al collegio composto da avvocati indicandone il minimo ed il massimo secondo il valore della controversia (Cass. 26.8.02 n. 12490, 2.3.01 n. 3035, 14.12.00 n. 15784, 19.5.00 n. 6513, 6.3.99 n. 1929).

    Nel caso di specie, tuttavia, l'invocata disposizione - contenuta nella disciplina dei compensi per l'attività forense anche stragiudiziale e pertinente quindi ai soli soggetti iscritti al relativo albo e solo nei loro confronti vincolante - non può...

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