Estremi:
Cassazione civile, 2004, Vedi massime correlate
  • Fatto

    Svolgimento del processo

    Il F., la P. e la P. C. s.a.s. convennero in giudizio lo S. e la A. G. per il risarcimento del danno da sinistro stradale. Il Tribunale di Sondrio dichiarò lo S. responsabile del sinistro nella misura dell'80% ed il F. nella misura del 20%, condannando i convenuti in solido al risarcimento del danno in favore degli attori.

    A seguito dell'impugnazione proposta dalla P. (in proprio e quale amministratore della P. C. s.a.s.) e dal F., la Corte d'appello di Milano ha riformato la prima sentenza solo in relazione alla liquidazione del danno biologico e del danno morale in favore della P.

    La A. G. e lo S. propongono ora ricorso per la cassazione della sentenza della Corte d'appello di Milano, svolgendo un unico motivo. Rispondono con controricorso la P. in proprio e la P. C. s.a.s., le quali propongono ricorso incidentale attraverso un unico mezzo. Rispondono con controricorso al ricorso incidentale la A. G. e lo S.

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  • Diritto

    Motivi della decisione

    I ricorsi vanno riuniti, ai sensi dell'art. 335 c.p.c., essendo stati proposti contro la medesima sentenza.

    Preliminarmente va dichiarato inammissibile il ricorso proposto dalla P. C. s.a.s. siccome tardivo. Il ricorso della A. G. e dello S. risulta, infatti, diretto nei confronti della sola sig. P. in relazione alle modalità di calcolo utilizzate per determinare il risarcimento spettantele. Sicché, la soc. P., non trovandosi in posizione di litisconsorzio con la sig. P., avrebbe dovuto tempestivamente impugnare la sentenza nel termine breve decorrente dalla data di notificazione della sentenza (8 maggio 2001) e non in via incidentale insieme con la sig. P.

    Il ricorso principale.

    La A. G. e lo S. censurano la sentenza impugnata (vizi della motivazione) in relazione al risarcimento riconosciuto in favore alla P. (€ 173.549.043). Sostengono che la sentenza avrebbe operato due riduzioni (la prima per la somma di € 50 milioni versata dalla compagnia all'infortunata nel 1990 e rivalutata; la seconda per il concorso di colpa attribuito al F. nella misura del 20%) in base a modalità errate, ossia prima operando la riduzione relativa all'acconto versato e poi quella per il concorso di colpa. Così facendo, il giudice avrebbe attribuito alla P. un risarcimento maggiore rispetto a quello effettivamente dovuto secondo le statuizioni della stessa sentenza. Infatti, si sarebbe dovuto prima calcolare la riduzione per il concorso di colpa del F. e poi, sulla somma risultante, si sarebbe dovuto detrarre l'importo pari alla provvisionale versata nel 1990. In tal modo la somma dovuta alla P. consisterebbe in € 26.405.574 e non in € 48.885.307 come stabilito in sentenza.

    Il ricorso è fondato. La sentenza, infatti, pur avendo attribuito la responsabilità del sinistro nella...

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