• Fatto

    Svolgimento del processo

    Nello e Riccardo Sciamanna, proprietari di un fabbricato di civile abitazione in Piediluco, premesso che a seguito dell'istituzione dell'oasi di protezione e rifugio per la fauna stanziale e migratoria di Piediluco, nel cui comprensorio si era venuto a trovare il loro edificio, si erano verificati danni allo stesso, consistenti nel crollo del cornicione, ed affermando che tali danni erano stati provocati dalla nidificazione sul tetto degli uccelli protetti, e dall'intasamento delle grondaie dovuto al deposito del materiale da essi eliminato, convennero davanti al tribunale di Terni l' Amministrazione provinciale di quella città, affinché fosse condannata al risarcimento di tali danni indicati nella complessiva somma di L. 10.508.000 necessaria per le riparazioni.

    Costituitasi la convenuta, che eccepì, in primo luogo la carenza di legittimazione passiva, il Tribunale, con sentenza del 19 aprile 1983, disattese tale eccezione, ma rigettò nel merito la domanda.

    La Corte d'Appello, con la sentenza ora impugnata, ha, invece negato la legittimazione passiva dell' Amministrazione provinciale, ritenendo che del danno doveva essere, eventualmente chiamata a rispondere la Regione, che con l'istituzione dell'oasi aveva alterato la situazione preesistente e doveva attivarsi per prevenire danni alla operata modificazione dell'ambiente.

    Per la cassazione di tale sentenza propongono ricorso i predetti Sciamanna, sulla base di due motivi.

    Non ha svolto attività difensiva l' Amministrazione provinciale.

  • Diritto

    Motivi della decisione

    Con i due motivi del ricorso, che si trattano congiuntamente unica essendo la censura, i ricorrenti, denunziando vizi di motivazione della sentenza in esame, sostengono che ha errato la Corte d'Appello nell' Amministrazione provinciale, posto che la legge n. 968 del 1977 ha utilizzato il modello di amministrazione per delega degli enti locali, sicché, in materia, alle regioni sarebbero stati conferiti soltanto determinati poteri, soprattutto in tema di costituzione delle oasi, con delega agli altri enti, e segnatamente all' Amministrazione provinciale, degli altri, tra cui quelli della vigilanza e della gestione delle stesse.

    La censura è infondata.

    Va premesso che la questione sottoposta all'esame dei giudici di merito, ed ora della Corte, concerne soltanto la legittimazione passiva dell' Amministrazione provinciale di Terni o della Regione Umbria, in relazione alla pretesa risarcitoria fatta valere in giudizio, ma non investe la fondatezza nel merito di tale pretesa.

    Ciò posto, il ricorso deve essere rigettato.

    Rettamente, infatti, la Corte di merito ha ravvisato la legittimazione passiva della Regione e non già dell' Amministrazione provinciale, risultando chiaramente dagli artt. 5, 6, e 15 della legge 27 dicembre 1977 N. 968 che le regioni esercitano le funzioni amministrative in materia di caccia, predispongono piani annuali o pluriennali che prevedano, tra l'altro, oasi di protezione destinate al rifugio, alla riproduzione, ed alla sosta della fauna selvatica, e, infine, provvedono alla gestione sociale del territorio.

    La facoltà di delega di alcuni di tali poteri, previsto, tra gli altri, dagli art. 5 e 15 l. cit. non fa venir meno la titolarità degli stessi in capo alle regioni, posto che la delega deve essere esercitata nell'ambito delle...

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