• Fatto

    Svolgimento del processo

    Con citazione notificata il 2-4-83, ANGELO SCOPPA, in proprio e quale genitore esercente la potestà sul figlio minore GIUSEPPE, conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Napoli la CLINICA STABIA S.p.a., esponendo che in occasione del parto della moglie, MARIA GIORDANO, per imperizia del personale curante, il suddetto figlio aveva subito lesioni, che gli avevano causato una totale invalidità. Chiedeva pertanto il risarcimento dei danni patiti dal minore e il rimborso delle spese affrontate per assisterlo, oltre interessi e rivalutazione. La convenuta si costituiva, contestando in toto la domanda. Con successivo atto di citazione notificato il 7-3-86, lo SCOPPA proponeva analoga domanda nei confronti del ginecologo FRANCESCO GARGIULO, che, costituitosi in giudizio, ne contestava il fondamento. Riuniti i processi, dopo la rimessione della causa al collegio, con comparsa integrativa si costituiva anche MARIA GIORDANO, in proprio e nella qualità di erede del figlio GIUSEPPE deceduto in data 11 novembre 1992. Il processo era successivamente trasmesso al Tribunale di Torre Annunziata, di nuova istituzione ai sensi della legge n. 126 del 1992, che, con sentenza del 13 giugno 1996, dichiarava inammissibile la domanda proposta nei confronti del GARGIULO; condannava la CLINICA STABIA S.p.a. al pagamento, in favore di entrambi gli attori, della somma di lire cinquecento milioni e nei confronti del solo ANGELO SCOPPA della somma di lire duecentocinquanta milioni, con gli interessi legali dalla decisione.

    Proponevano gravame la CLINICA STABIA ed in via incidentale i coniugi SCOPPA-GIORDANO mentre il GARGIULO si limitava a chiedere la conferma della pronuncia di inammissibilità della domanda proposta nei suoi confronti e la Corte di Appello di Napoli, con sentenza del 3 settembre 1997, in parziale riforma di quella impugnata sul punto della liquidazione del danno,...

  • Diritto

    Motivi della decisione

    Vanno preliminarmente riuniti i due ricorsi, relativi alla stessa sentenza, ai sensi dell'art. 335 c.p.c.

    In secondo luogo, occorre accennare succintamente alle censure hinc et inde proposte per individuare quali di esse, oltre a quella specificamente devoluta alle Sezioni Unite, debbano essere eventualmente esaminate per il loro carattere pregiudiziale e-o preliminare.

    Orbene, i ricorrenti principali, con il primo complesso motivo, denunciano l'illegittimità dell'esclusione del danno patrimoniale in capo a GIUSEPPE SCOPPA, lamentando che erroneamente la Corte territoriale ha ritenuto che nel caso in cui il danneggiato muoia per causa sopravvenuta, indipendente dal fatto lesivo, di cui il convenuto è chiamato a rispondere, la liquidazione dei danni futuri vada fatta con riferimento non alla durata probabile, ma alla durata effettiva della vita.

    Con il secondo, si dolgono che sia stato escluso il risarcimento del danno morale da loro stessi patito in relazione alle gravissime menomazioni del figlio, per essere questi sopravvissuto al fatto lesivo.

    A sua volta la CLINICA STABIA, ricorrente incidentale, con i primi due mezzi denuncia la nullità del processo per originario difetto dello ius postulandi del procuratore di controparte e, comunque, lamenta la mancata interruzione del processo quanto meno a seguito della sopravvenuta perdita dello ius postulandi. Con il terzo e quarto motivo censura la declaratoria della sua responsabilità, affermata sulla base di una C.T.U. illogica e contraddittoria, senza l'ammissione dei mezzi di prova idonei a confutarla e senza considerare che la casa di cura era rimasta estranea al rapporto di prestazione professionale concluso tra la partoriente ed il suo ginecologo di fiducia, dottor GARGIULO. Infine, con il quinto motivo, contesta sotto...

  • Note redazionali:
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