• Fatto

    SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

    Con atto di citazione ritualmente notificato il 03.07.2002, O.G. conveniva in giudizio la CASA DI CURA LA MADONNINA di Milano, al fine di vederne accertata la responsabilità per un'asserita mancanza di consenso all'operazione chirurgica subita presso la medesima, e per la carenza di strutture idonee a far fronte alle possibili complicanze dell'intervento eseguito.

    Riferiva l'attore di essere stato ricoverato il 12.10.1999 presso il Reparto di Chirurgia Vascolare della citata CASA DI CURA. A seguito di esami di accertamento, gli veniva prospettata la necessità di procedere a un intervento di tromboendoartiectomia per stenosi suboccludente della carotide interna sinistra.

    L'operazione chirurgica veniva eseguita il 15.10.1999, in anestesia generale e con intubazione oro-tracheale; due ore dopo la conclusione dell'intervento, il paziente veniva nuovamente operato per "ematoma al collo in operato TEA carotide sinistra"; a seguito della seconda operazione, l'attore si presentava in "stato di agitazione psicomotoria periodica, dubbia esecuzione di comandi semplici; afasico. Permane emiplegia completa a destra, capo ruotato a sinistra".

    Nei due giorni successivi all'intervento, crisi convulsive generalizzate resero necessarie l'intubazione e la somministrazione di sedativi. La TC eseguita il 18.10.1999 evidenziava una "lesione ischemica nel territorio della cerebrale media ed un quadro clinico di emiplegia destra, moderatamente ipotonica".

    Stante il persistere delle complicanze, il 19.10.1999 il sig. G. veniva trasferito presso il Reparto di Neurorianimazione dell'Ospedale San Raffaele di Milano, con diagnosi di "ischemia cerebrale, post-tea carotide sinistra, insufficienza respiratoria, tracheotomia, emisindrome destra". Il 27.10.1999 il paziente presentava ancora una "...

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  • Diritto

    MOTIVI DELLA DECISIONE

    1. La legittimazione passiva della convenuta

    Sulla questione pregiudiziale inerente al difetto di legittimazione passiva della convenuta, si ritiene opportuno richiamare l'orientamento della Suprema Corte di Cassazione.

    Le Sezioni Unite, con sentenza 11 gennaio 2008, n. 577, hanno ribadito che "per quanto concerne la responsabilità della struttura sanitaria nei confronti del paziente è irrilevante che si tratti di una casa di cura privata o di un ospedale pubblico in quanto sostanzialmente equivalenti sono a livello normativo gli obblighi dei due tipi di strutture verso il fruitore dei servizi, ed anche nella giurisprudenza si riscontra una equiparazione completa della struttura privata a quella pubblica quanto al regime della responsabilità civile anche in considerazione del fatto che si tratta di violazioni che incidono sul bene della salute, tutelato quale diritto fondamentale dalla Costituzione, senza possibilità di limitazioni di responsabilità o differenze risarcitorie a seconda della diversa natura, pubblica o privata, della struttura sanitaria. Questa Corte ha costantemente inquadrato la responsabilità della struttura sanitaria nella responsabilità contrattuale, sul rilievo che l'accettazione del paziente in ospedale, ai fini del ricovero o di una visita ambulatoriale, comporta la conclusione di un contratto".

    Nello specifico, il rapporto che si instaura tra il paziente e la casa di cura (o l'ente ospedaliero) "ha fonte in un atipico contratto a prestazioni corrispettive con effetti protettivi nei confronti del terzo, da cui, a fronte dell'obbligazione al pagamento del corrispettivo... insorgono a carico della casa di cura (o dell'ente), accanto a quelli di tipo "lato sensu" alberghieri, obblighi di messa a disposizione del personale medico ausiliario, del personale paramedico e dell'apprestamento di tutte le attrezzature necessarie, anche in...

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Correlazioni:

Note a sentenza (1)

Legislazione Correlata (1)

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