Titolo:
La difficile qualificazione giuridica, a fini fiscali, della fattispecie “cessione licenza taxi”
  • Sommario

  • Il caso

    Un tassista, essendo divenuto inabile alla guida per motivi di salute, alienava la propria licenza taxi designando, innanzi all’organo competente per il rilascio delle licenze, il soggetto subentrante.

    L’agenzia delle Entrate emetteva quindi un avviso di accertamento induttivo exart. 38, d.P.R. n. 600/1973, con il quale assoggettava a tassazione, quale reddito di impresa non dichiarato, la plusvalenza realizzata a seguito dell’alienazione della licenza medesima.

    Il giudizio di merito si concludeva con il rigetto della tesi di parte privata, per la quale la cessione era avvenuta in assenza di corrispettivo e quindi gratuita: per il giudice di merito, il trasferimento della licenza taxi andava configurato come cessione di azienda e la plusvalenza realizzata generatrice di reddito d’impresa imponibile exartt. 86 e 58, TUIR, da assoggettare a tassazione separata exart. 17, comma 1, lett. b) e comma 2, TUIR.

    Per il giudice di merito, del resto, il contribuente non aveva fornito alcuna prova contraria idonea a dimostrare l’inefficacia dei dati accertati dall’Ufficio.

    La questione

    La legge quadro per il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea (Legge n. 21/1992) prevede, all’art. 21, che la licenza per l’esercizio del servizio di taxi possa essere trasferita, su richiesta del titolare, a persona dallo stesso designata, purché iscritta nell’apposito ruolo ed in possesso dei necessari requisiti, al verificarsi, alternativamente, di alcune condizioni, tra cui (lett. c) l’essere divenuti permanentemente inabili o inidonei al servizio per malattia, infortunio, o per ritiro...

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