• Sommario

    Sommario: 1. I casi; 2. La prova del danno; 3. Il danno presunto; 4. Conclusioni.

  • 1. I casi.

    Con due recenti pronunce la Cassazione torna ad occuparsi della risarcibilità del danno non patrimoniale a fronte dell’ormai per lo più consolidata interpretazione costituzionalmente orientata della riserva di legge di cui all’art. 2059 c.c.  (1), giungendo a conclusioni uniformi sia per l’ipotesi della lesione del diritto alla salute  (2) sia per l’ipotesi della lesione di un diritto costituzionalmente rilevante  (3).

    E così, secondo la prima pronuncia, è legittimo il riconoscimento — a seguito di sinistro stradale — di un ristoro che omnicomprenda il danno biologico unitamente al danno morale, laddove manchi la dimostrazione di un ulteriore e concreto danno in termini di sofferenza e, con la seconda sentenza in epigrafe riportata, analogamente corretta è stata giudicata l’esclusione della liquidazione in via equitativa del danno in ragione di una meramente asserita, ma non provata, “notorietà” (secondo l’id quod plerumque accidit) del patimento che non può non conseguire alla violazione di un diritto protetto a livello costituzionale.

    In particolare, nel secondo caso, un brigadiere dei carabinieri lamentava un danno cagionato alla propria reputazione derivato da uno scambio di persona in cui i convenuti erano colpevolemente incorsi, per un verso, attribuendo la sua identità alla persona alla guida di un’autovettura fermata per violazione delle norme del codice della strada e, per l’altro verso, relazionando all’ufficio presso cui egli lavorava e da cui avevano preso avvio i relativi procedimenti a suo carico. Con ricorso in...

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