Titolo:
La procedura di risarcimento diretto è soltanto un "ulteriore rimedio": una soluzione conforme al diritto comunitario
  • Sommario

    Sommario: 1. Premessa: una sentenza da tempo attesa. − 2. La sicura conformità del "carattere alternativo" della procedura di risarcimento diretto al diritto comunitario. − 3. Risvolti pratici sulla gestione del contenzioso (tesi a sostegno di una nuova lettura dell'art. 145, comma 2, cod. ass.). − 4. L'importanza del richiamo all'art. 76 Cost. nell'interpretazione del Codice delle assicurazioni private: verso ulteriori rivisitazioni.

  • 1. Premessa: una sentenza da tempo attesa

    Sin dal comunicato stampa del 2 settembre 2005, con cui il Ministero delle attività produttive, con toni ampiamente propagandistici, annunciò l'approvazione del Codice delle assicurazioni private, fu chiaro (o, perlomeno, sarebbe dovuto esserlo) come la procedura di risarcimento diretto, di cui agli artt. 149 e 150 cod. ass. (1), fosse una novità in netto contrasto con l'art. 76 Cost. (2).

    Infatti, nonostante il comunicato stampa ministeriale (dal titolo "Assicurazioni: Scajola via libera al Codice, arriva l'indennizzo diretto") mentitoriamente affermasse come il Codice non fosse una "legge nuova" ("Si riordina e semplifica la precedente legislazione, non si tratta di una nuova legge" (3)), la procedura liquidativa in questione − intesa e presentata dai suoi sostenitori quale via d'accesso al risarcimento del danno obbligatoria per tutta una serie di casi (4), ossia sostitutiva dell'azione diretta contro l'impresa assicuratrice del responsabile civile − era in tutta evidenza una novità assoluta rispetto al modello precedente di cui alla legge n. 990/1969.

    In particolare, occorre rimarcare come questa significativa innovazione del diritto sostanziale (incidendo essa sulle modalità di attuazione dell'azione diretta) non fosse stata contemplata dalla legge...