Titolo:
OSSERVATORIO I COSTI ORGANIZZATIVI ED ECONOMICI DELLE DISCIPLINE DI TRASPARENZA
  • Sommario

    Sommario: 1. Premessa. — 2. Disciplina della trasparenza, principio di concorrenza e tutela della clientela bancaria. — 3. — Le diverse concezioni della trasparenza bancaria e il paradosso della regolazione. — 4. L'irrazionalità del sistema di trasparenza italiano dal punto di vista della clientela e da quello delle banche: i costi della trasparenza. — 5. La trasparenza sui costi: la disciplina del riequilibrio contrattuale e limiti al ribaltamento di corrispettivi e spese sulla clientela. — 6. La giurisprudenza italiana sui rapporti bancari è davvero populista? — 7. Ripensare l'art. 47 Cost.?

  • 1. L'emanazione della disciplina della trasparenza bancaria risale ormai a 25 anni fa, come ricorda Andrea Barenghi nel titolo di un saggio di recente pubblicato, e di cui consiglio a tutti la lettura per la sintesi efficace che offre del tema oggetto del seminario  (1). Essa ha costituito una delle svolte più importanti che hanno caratterizzato non solo le regole riguardanti la relazione tra banche e clientela, ma forse l'intero diritto delle obbligazioni e dei contratti del nostro Paese. Si tratta infatti di una disciplina che ha svolto il ruolo di capofila rispetto al quasi contemporaneo riconoscimento di una maggiore protezione dei consumatori, attraverso la legislazione consumeristica. La figura del cliente della banca, e con essa quella del risparmiatore, che — come poi ricorderò — è uno degli oggetti della tutela ultima dell'art. 47 Cost., si è venuta così ad intersecare con quella del consumatore.

    Come si evince dalla denominazione del Titolo VI del t.u.b., la disciplina della trasparenza si riferisce alle condizioni contrattuali e ai rapporti intrattenuti con i clienti dai soggetti bancari e quasi bancari individuati nello stesso t.u.b.

    Al riguardo, è osservazione molto sottolineata che l'art. 127 t.u.b., nella sua attuale formulazione, come introdotta in Italia in attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, fa assurgere la trasparenza a finalità dell'azione di vigilanza. Infatti, il comma 1º  (2), nel dettare le regole generali in materia di esercizio dei poteri delle autorità creditizie in tema di trasparenza, colloca la trasparenza delle condizioni contrattuali e la correttezza dei rapporti con la clientela tra le finalità che devono ispirare l'esercizio di quei...

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