Titolo:
La proposta di direttiva UE in materia di insolvenza e le forme di autotutela della controparte in bonis
  • Sommario

    Sommario: 1. Premessa. — 2. Ambito di applicazione della proposta di direttiva. — 3. La proposta di direttiva europea e il nuovo quadro all'insegna della continuità aziendale: quale spazio all'autotutela del creditore-contraente in bonis? — 4. Uno sguardo al diritto nazionale. — 5. Riflessioni conclusive.

  • 1. Premessa. — Col passare degli anni si è avvertita con sempre maggiore pressione la necessità di razionalizzare, a livello nazionale, ed uniformare, a livello sovranazionale, il diritto della crisi, nella consapevolezza che, per riuscire ad affrontare con successo l'insolvenza (o la probabilità d'insolvenza) di un'attività d'impresa, è fondamentale poter contare su un sistema di regole sistematico e il più possibile compatibile con quello degli altri Stati membri dell'Unione Europea.

    È proprio in questa direzione che si sono orientati i più recenti interventi normativi in materia: se da un lato, infatti, il nostro legislatore con un'ambiziosa opera di revisione globale della legge fallimentare  (1) ha cercato di colmare le lacune e le contraddizioni generate dall'approccio «episodico ed emergenziale»  (2) delle ultime riforme; dall'altro, sul “versante” europeo, la Commissione ha presentato una proposta di direttiva  (3) «riguardante i quadri di ristrutturazione preventiva, seconda opportunità e misure volte ad aumentare l'efficacia delle procedure di ristrutturazione, insolvenza e liberazione dai debiti», nella speranza di riuscire a ridurre le divergenze tra i modelli impiegati in ciascuno Stato membro e migliorare l'efficienza del mercato unico  (4).

    Il clima di innovazione che sta interessando il nostro Paese, anche quale Stato membro dell'Unione Europea, ci impone di esaminare le possibili conseguenze e gli scenari prevedibili in questa rinnovata duplice prospettiva, tenendo altresì presente...

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