Titolo:

(1-2) Pene edittali, principio di proporzione, funzione rieducativa della pena: la Corte costituzionale ridetermina la pena per l'alterazione di stato.

  • Sommario

    Sommario: 1. Alcune cornici edittali a confronto. — 2. L'idea di proporzione nella teoria della pena (e nel senso comune): cenni. — 3. Un precedente nella giurisprudenza della Corte costituzionale in tema di alterazione di stato. — 4. Eguaglianza/ragionevolezza e finalità rieducativa della pena: la proporzione come intrinseca ragionevolezza del trattamento sanzionatorio. — 5. La pena dell'art. 567 co. 2 c.p.: sproporzionata, in quanto incongrua e incomprensibile per il condannato. — 6. La Corte costituzionale parifica il trattamento sanzionatorio delle due ipotesi di alterazione di stato.

  • Abstract

    La cornice edittale dell'alterazione di stato mediante falsità torna al vaglio della Corte costituzionale, che, diversamente dal 2007, pronuncia una sentenza di accoglimento parziale, ritenendo le pene edittali dell'art. 567 co. 2 c.p. manifestamente sproporzionate per eccesso rispetto alla gravità dell'illecito: soprattutto la pena minima appare irragionevolmente elevata. Accanto all'art. 3 Cost., un ruolo rilevante, nella decisione della Corte, svolge la funzione rieducativa della pena, che — sottolinea la sentenza — implica pene legali comprensibili da parte dal condannato. Considerato che le fattispecie di alterazione di stato previste nei due commi dell'art. 567 c.p. sono “non del tutto disomogenee”, la Corte conclude estendendo all'alterazione di stato mediante falsità il trattamento sanzionatorio previsto per l'alterazione di stato mediante sostituzione del neonato.

    (1-2) Statutory Penalties, the Principle of Proportion, Rehabilitative Purpose of Punishment: the Constitutional Court Restates the Penalty for the Alteration of Status

    Abstract

    The penalty frame provided by law for the crime of alteration of status by falsehoods is once again under review by the Constitutional Court, which — unlike 2007 — with a partial judgment, decides that the statutory penalties provided for by art. 567 co. 2 c.p. are manifestly disproportionate to the offense: especially the minimum sentence appears unreasonably high. Beside article 3 Const., an important role in the Court's decision is carried out by the rehabilitative purpose of punishment, which — underlines the judgment — means that the law must provide for penalties that can be understood by the person convicted. Considering that the offenses of alteration of status referred to in the two paragraphs of art. 567 c.p. are “not...

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