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Dottrine

Note a sentenza
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  • Alcune questioni in tema di limiti all'autonomia privata nella predisposizione del piano di concordato: formazione obbligatoria delle classi e crediti postergati.

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  • Sommario

    Sommario: 1. Premessa. — 2. Limiti legali alla formazione delle classi: l'omogeneità della posizione giuridica e dell'interesse economico. — 3. Facoltatività o obbligatorietà della costituzione delle classi. — 4. I crediti postergati: eccezione alla facoltatività delle classi?

  • 1. Le due pronunce in commento offrono una prima risposta giurisprudenziale al delicato problema dell'(eventuale) obbligatorietà della formazione delle classi in presenza di interessi creditori molteplici ed eterogenei, con particolare riferimento al potere dell'autorità giudiziaria di sindacare il contenuto del piano di concordato e, correlativamente, alla discrezionalità riconosciuta al proponente nella predisposizione dello stesso.

    La questione dell'ampiezza del filtro giudiziario nella fase di accesso alla procedura è stata valutata dalla prima decisione in epigrafe, nella quale la Corte Costituzionale veniva chiamata a decidere sulla possibilità che il Tribunale — in presenza di interessi creditori disomogenei — potesse eccepire l'omesso classamento, in applicazione del potere di controllo sulla corretta formazione delle classi fissato dall'art. 163, 1º comma, l. fall.

    Il Tribunale di Biella ha, infatti, ritenuto non manifestamente infondata — per violazione dell'art. 3 Cost. — la questione di legittimità costituzionale dell'art. 163, 1º comma, nella parte in cui non stabilisce « che il Tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo previa valutazione anche della correttezza della mancata suddivisione dei creditori in classi secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei »  (1). Si verificherebbe, in quest'ottica, un'irragionevole “asimmetria normativa” là dove il proponente, nel formulare l'offerta concordataria, non sia tenuto a suddividere i creditori in classi, nonostante l'evidente disomogeneità degli interessi dei creditori e, d'altro canto, il Tribunale, nella fase di ammissione alla procedura, non potrebbe imporre tale scelta sebbene questa « sia preordinata ad evitare che il voto contrario di una classe impedisca l'approvazione di detta proposta ».

    La Consulta, in linea con...

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